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Un solo MOdo di vivere a
BOlogna. Un solo POrtale.
BOngoclub
Poesia, nuova rubrica!
a cura di Vincenzo Tarkowski
E-mail Tarkowski@wappi.com
HomepageVincenzoTarkowski.com
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"scrivi
con eccitazione, velocemente,
coi crampi da penna o battitura
secondo le leggi dell'orgasmo"
J. Kerouac |
Questa
settimana vorrei aprirla con una poesia di Ernest Hemingway e suggerire
il suo libro, a mio avviso, più bello: "Festa Mobile"
conosciuto anche come: "E' sempre festa a Parigi".
Chi volesse, può conoscere meglio l'autore visitando questo link in
italiano:
http://www.repubblica.it/online/internet/ernest/ernest/ernest.html
Ed ora, le
vostre poesie. Continuate ad inviarmele e senza vergogna!
V.
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| Oklahoma |
autore:
Ernest Hemingway (1899-1961) |
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Tutti gli indiani sono morti
(Un buon indiano è un indiano morto)
O viaggiano in automobile.
(Il petrolio, si sa, son tutti ricchi)
Il fumo mi fa lacrimare gli occhi,
Rami di pioppo e sterco di bisonte
Il fumo grigiastro nella tenda...
(O è il tracoma che mi rende miope?)
Vaste sono le praterie,
La luna si leva,
I cavalli
Tirano la corda alla quale sono legati.
D'estate l'erba s'è fatta bruna...
(O è il fieno che ha qualche malattia?)
Estrai una freccia,
Se la spezzi
La ferita si chiude.
Anche il sale va bene
E la cenere di legna.
Di notte la sento pulsare...
(O è la gonorrea?)
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| Tutta
una vita a recitare |
autore:
Spleen
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Tutta una vita a recitare
una vita che scrivo
dentro e fuori e sopra
di me
Non so far altro se non:
pensare
provare
emozionare
amo i miei organi interni che ora vorrei vedere
riposti ordinatamente sulla tastiera
i miei polmoni - forse fumo di londra
il mio fegato - forse viola shocking
i miei lombi - forse romantici
e il confine della notte
spegne
dialoghi libri sigarette pensieri
ma i segni lasciati dentro sgorgano sulle lenzuola.
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| Novello |
autore:
FalcoSirene |
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Cerco radici, tra le pietre,
e nei tagli di bocca.
A volte la saliva è accogliente.
A volte i rifiuti arrivano lesti. E con loro, paura.
Radici. Come se fosse il futuro, il domani.
Ieri traditore. Passato crudele.
E nella carne, di sangue arida,
e calda, e calda, e comunque.
Più lontano è l¹oggi,
come il tramonto che ancora non scende,
sulla città senza tempo.
Tramonto rosa, di rose con spine. Pungenti.
Rose appuntite d¹amore, e rosse.
Timide, caste. Vergini di mani di giardiniere.
E sul tavolo di tovaglia damascata,
il bicchiere colmo di vino novello,
è annunciatore di nuove avventure.
Sempre e sempre, lungo i sentieri innocenti,
le nuove occasioni,
infilzano d¹adolescenza i nervi tesi, le vene pulsanti.
E impazzano, piene, straripano dalle pelli.
Giovani e chiare, come di bimbe alla messa.
Ogni orgasmo è promessa, ogni lingua un amore.
E fuori dal corpo l¹anima fugge.
Vuole vivere. Ancora. E libera.
Lasciala andare. Non ha bisogno di te.
Non di quel corpo prigioniero di mani.
Schiavo di piaceri infiniti, e non ancora provati.
Quelli che devono ancora venire, e ogni giorno di più.
Nel vento i petali rossi, si perdono. Volano.
Come dell¹anima, lontana dal corpo.
Che importa qual è il sesso dei petali? Sono nati, han vissuto.
E un giorno vedranno la fine,
come di foglie secche, che sbriciolo nelle mie mani.
Occhi chiusi verso il tramonto che ancora non scende.
Perché brucia la luce. E non più sole, nel cielo.
Solo azzurro infinito, e odore di vino.
Novello.
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| Senza
Titolo |
autore:
Benz |
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Quando quelle voci si spensero-
restò un silenzio che definii pace-
qualche pietra tra i cipressi-
e la notte dopo il giorno a dire siete morti-
in quell'angolo di eden lontano da ogni luogo-
nessuno mi vide piangere di gioia e star bene anche se per poco.
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| Potevamo |
autore:
Luciano
Somma |
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Potevamo essere
io e te
due voci nel silenzio
un volo di gabbiani
ali nel vento
l'urlo dell'alba
il sorriso caldissimo
del sole
sotto le coperte
ci saremmo scambiati
il desiderio
dei nostri corpi stanchi
ma i gelo dell'inverno
le sue notti
ci hanno divisi
ed oggi siamo ghiaccio .
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