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La toilette di Filippo. Un libro e un restauro

E’ uscito un volumetto divulgativo per documentare il "restauro" e la riapertura al pubblico dell'Oratorio dei Filippini del Torreggiani in Via Manzoni, bombardato e poi vergognosamente abbandonato per oltre cinquant'anni. Si intitola L'Oratorio di San Filippo Neri in Bologna (Bologna, Costa, 2000, pp. 109, L. 6000).

Tutto bene, si dirà. No. L'iniziativa editoriale suggella uno dei restauri più balordi degli ultimi anni: un tentativo riuscito di mummificare e plastificare l'architettura del '700. Il primo restauro pop fatto a Bologna, ragazzi, altro che storie. Ha provveduto alla confezione (o meglio "confettura") del libro Marco Poli, più noto come "Liala della storiografia bolognese". L'unica giustificazione dell'esistenza di un testo del genere è la seguente: evitare critiche all'autore del fallimentare restauro costato una caterva di miliardi ad una nota banca.

Il volumetto è stampato, con caratteri pseudo-eleganti, tipo brochure dell'Ikea, su una carta patinata che pure l'Azienda del Gas si rifiuterebbe di usare; le riproduzioni sono totalmente false: disegni antichi virati in seppia, sculture colorate come i cioccolatini, dipinti smaterializzati. Siamo veramente in un'altra dimensione.

Insomma, i criteri che hanno ispirato il restauro del povero oratorio ritornano nella compilazione del volume, pretenzioso e spruzzato di erudizione scopiazzata a destra e a manca, ma 'generosamente' messo in vendita ad un prezzo politico "per conoscere Bologna". Questa però non è divulgazione, è pubblicità camuffata. Il pubblico, soggiogato dai miliardi spesi, tace e ammira. Ma i pochi competenti dotati di un minimo di serietà dovrebbero reagire con forza stroncando questo patinoso libercolo ripieno di balle. Che rimarrà lo stesso a testimoniare il malinconico declino dei nostri architetti "restauratori" che pretendono con le loro ideuzze provinciali di pasticciare l'architettura antica e di mettere una parrucca postmoderna al Torreggiani.

Antonio Buitoni

 

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