a cura di Vincenzo Tarkowski
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"scrivi
con eccitazione, velocemente,
coi crampi da penna o battitura
secondo le leggi dell'orgasmo"
J. Kerouac |
Ritorno all letteratura postmoderna ed i suoi autori.
V.
John Barth
John Barth è universalmente riconosciuto come il fondatore del Postmoderno o, perlomeno, il formalizzatore dell'omonima teoria letteraria.
I critici americani lo adorano, i fan lo osannano: i suoi romanzi sono un mix assolutamente seduttivo di umorismo (più o meno nero), contaminazioni, intrecci sorprendenti, stili differenti che convergono in uno.
La critica scopre John Barth non grazie a un lavoro di fiction (sebbene fosse autore già conosciuto per un autentico bestseller, Giles Goat-Boy, ambientato nel campus della Penn University), bensì in forza di un saggio divenuto ormai leggendario, The Literature of Exhaustion, pubblicato nel 1967, che riceve una benedizione d'autore, quella di Jorge Luis Borges. A breve distanza, Thomas Pynchon, Don DeLillo, Donald Barthelme aderiscono al manifesto programmatico del postmoderno.
L'eco di The Literature of Exhaustion non si è ancora spenta: autori come Robert Coover, David Foster Wallace, Chuck Palahniuk e William Vollmann ne sono tuttora condizionati.
E' del 1968 la raccolta di racconti Lost in the Funhouse, che riceve la nomination per il National Book Award, che ripete l'exploit di un libro che Barth aveva pubblicato nel 1956, The Floating Opera.
Barth si vedrà insignito del prestigioso riconoscimento nel 1973, per quello che è unanimemente riconosciuto come il suo capolavoro, Chimera, un intreccio di tre trame che collazionano storie da Mille e una notte (un'ossessione poetica di Barth), Perseo, Bellerofonte, figure mitiche rivisitate e commiste a quesiti irresolvibili e affabulantissimi sul rapporto tra lettore e scrittore.
Barth attualmente insegna Letteratura alla Johns Hopkins University.
John Barth è autore di undici romanzi (soltanto uno è stato pubblicato in Italia, da Bompiani: Opera fluttuante).
(fonte: Società delle menti - www.clarence.com)
Il suo sito: http://dave.edelman.home.att.net/barth/
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| Creatura d'alcool |
Autore: Maurizio
Casetta |
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Nell'allentarsi degli umani meccanismi
avanzavi speranzoso al cardine
degli anelati oblii subumani
ergevi muri stagnanti taciturni
spezzando voci e luci di città
non t'accorgevi del varco che ti s'apriva
e inconscio nutrivi la serpe
di cui le uova schiuse si nutrono di te
ora cieco solo
muovi le membra in nefandi acquitrini
e il tuo urlo si sperde
accolto solo dalle attente serpi
nello scuro mantello
della tua necropoli
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| Appena potei
entrai nel mondo |
Autore: Paolo
Dangiollillo |
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Mi rifugiai in eremi su colli
A rimestar minestre di patate
A ridiscender a tratti fra scarpate
Attratto ancora dal dolce di caucciù
Disincantato ora più che attento
Mi persi in lento movimento
E ritrovai la via che poi ripersi
E ritrovai e poi ripersi ancora
Perché volevo chiuderla in miei versi
E lei voleva corrermi lontana
Chè riconosco esser più puttana
Che nemica ed a fatica ci tornai
A ripercorrer i sassi ormai pestati
E il mondo un poco abbandonai
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| Senza Titolo |
Autore: Guglielmo
Bottin |
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Voglio sapere la tua verita'.
Voglio sapere come e quando mi ricordi.
Voglio essere oggetto dei tuoi rassicuranti desideri.
Voglio che tu esista anche per me.
Voglio rispondere imbarazzato ad albeggianti telefonate,
con la voglia di deludere un po', la paura di deludere del tutto
e la certezza di una speranza assente e che non si incontra per caso
per strada.
So di ricordare perche' ho bisogno di te
sogno spesso e dimentico, piacevolmente, come sempre.
Voglio sentirti mentre chiedi le mie scuse senza davvero desiderarle.
Voglio compartirti tutte le volte che hai preteso di capirmi.
Voglio che tu mi compatisca per tutte le volte che ho pensato di
capirti.
Non voglio le tue risposte vaghe, circostanziali, inefficacemente
evasive.
Voglio solo rispondere alle tue parole.
Non voglio amarti piu' come una volta.
Voglio amarti di nuovo ma come dico io.
Senza onori, senza assenze, senza attenzioni mendicate, scuse
magistrali.
Sono sempre pronto a piacevoli correzioni
ma non me ne curo, qui nell'angusto dei miei margini.